La storia del paese

Prima di parlare di Santa Cristina si deve dire di Caristo dove fu trovata una lapide romana con iscrizioni latine e all’inizio del secolo scorso, durante i lavori di aratura, vennero alla luce laterizi, sassi lavorati, tracce di antiche mura che confermano la presenza di un antico abitato presumibilmente longobardo.
 
Non era dove si trova l’attuale cascina ma nella vicina vallata che volge verso Bogogno e declina verso il torrente Lirone, nei prati o campi di San Michele. Calamità naturali, quali terremoti ed alluvioni, distrussero il villaggio di San Michele e i superstiti si ritirarono sulle colline attorno dove sorsero alcune cascine in prossimità dei Ronchi di Caristo, di Corona, a la Tor.
 
Nel secolo XII Caristo era un villaggio molto popolato e diede nome ad un quartiere di Borgomanero, quarterius versus Carustum. Vi è pure una pergamena con la testimonianza dell’avvenuta consacrazione della chiesa di Caristo da parte del vescovo Litifredo il cui episcopato si protrasse dal 1123 al 1151.

chiesa santa cristina borgomanero
la storia di santa cristina borgomanero

Non c’è il nome di Santa Cristina tra i documenti anteriori al secolo XVI. Solo nel 1514 due terreni sono indicati come situati in regione Ad Sanctam Christinam, cioè nelle vicinanze della chiesetta in cui era venerata la Santa Martire. Sappiamo che il suo culto si propagò nell’Italia settentrionale proprio nel corso del sedicesimo secolo e si suppone che furono i frati eremitani di Sant’Agostino a portarlo nel nostro paese essendo loro gli unici religiosi che visitavano queste zone dove vi erano dei cascinali.
 
Più tardi si passò ad indicare tutti i cascinali attorno alla chiesa “in loco S. Christina”. Il primo abitato, La Villa, sorse vicino all’attuale piazza Acli e venne poi chiamata Colombera di Sopra. Il paese andò pian piano estendendosi verso la collina della Chiesa e ai piedi di questa, sul finire del 1500, venne edificata una grande cascina, la “Cascina Magna” o “Cascina Del Bosco” in quanto edificata sul terreno della facoltosa famiglia Bosco che visse a Santa Cristina fino alla fine del 1600. Divisa in tre cortili ed abitata da molte famiglie, la cascina poteva essere considerata l’equivalente di un condominio strutturato orizzontalmente. Altre costruzioni intorno erano considerate “Cassine in Villa” e c’erano poi le cascine “fuori della Villa” che si estendevano più lontano.

Importante per il paese fu la costruzione del Collegio dei Chierici che vide la luminosa presenza di Francesco Marconi Quagliotti, teologo e fondatore della Congregazione degli Oblati dei Santi Gaudenzio e Carlo. Arrivò in paese nel 1609 e vi rimase fino alla sua morte nel 1617, quando morì a soli 34 anni. Fu subito considerato Beato dalla pietà popolare (religione del popolo). Notevole l’impulso religioso e culturale derivò dall’opera di Francesco e degli Oblati, non solo per Santa Cristina ma per tutti i paesi attorno. In quegli anni sorse anche “la prima scuola regolare, quasi quotidiana, dei fanciulli dove essi imparavano non solo a leggere e a scrivere ma a fuggire l’ozio e i suoi danni, e a conoscere e a praticare quei doveri morali e religiosi che li avrebbero formati a una vita di saggezza e di virtù”.
 
Nel 1690 il rettore oblato Rigaldo che prestava la cura pastorale alle famiglie dei Terrieri, compilò il Primo Stato delle Anime, cioè il censimento delle famiglie abitanti nelle “Cassine di S. Xristina”. Registrò 720 abitanti suddivisi in 80 famiglie.

chiesa santo alessandro santa cristina di borgomanero novara

Cassine erano considerate anche le case del paese dove vi erano:
  • le cassine verso levante e verso tramontana: Cascina di Sopra Monte (l’attuale casale Cima) Cascina Martinale e Cascina Coco
  • le cassine verso ponente: Cascina del Sacro Monte Calvario in Vignale, Cascina Colombera di sotto, Cascina di Don Enrico (figlio del conte Tornielli di Vergano) diventata poi Cascina Stanga, il Castello (Fascia Rossa di sopra), Cassina del Fagnano (Fagnani)
  • le cassine verso mezzogiorno: Cassine in vineis, più tardi al Vign (Vigne), Cascina Valaccia (Valazza), Cascina Zanostina (chiamata anche la Prospettiva per un affresco sulla parete che guardava verso il Collegio raffigurante Santa Cristina immersa nel lago di Bolsena e liberata dall’Angelo), Cascine Valazzetta, Lirone, Torre di Caristo, Avvanti Caristo, ai confini di Cressa poi Camuccione.

Santa Cristina fu sempre paese agricolo, i proprietari delle terre erano per lo più famiglie di ricchi signori che davano lavoro ai contadini. All’inizio dell’800, in seguito alla venuta in Italia di Napoleone che confiscò i beni della Chiesa a favore dello stato, la famiglia Bono diventò proprietaria dei beni degli Oblati. I signori Bono si impegnarono in opere che diventarono poi utili a tutto il paese.

Donarono il terreno per il cimitero, fecero costruire la carale che porta alla chiesa, si batterono per avere la scuola in paese ed il Cavo Bono permise di irrigare e di rendere fertili delle aride brughiere… Dopo la prima guerra mondiale i Bono cedettero i terreni ai contadini. L’agricoltura rimase la principale occupazione dei Cristinesi fino all’inizio degli anni ’50, quando le industrie attirarono i contadini verso lavori che davano un reddito più sicuro.

Notizie attinte da:
Cronache paesane di Alberto Caione
Gli albori di Santa Cristina di Piero Zanetta
Breve vita del servo di Dio Francesco Marconi Quagliotti di P. Barazzoni

Luoghi, Associazioni, Tradizioni di Santa Cristina

Museo della Civiltà Agricola
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